Cerca Cerca
FAQ - News
  • F116 - Pubblicata il 18/03/2019 - Qual è il limite previsto dalla legge per l’utilizzo del denaro contante nella gestione del fondo economale?
      Con riferimento ai pagamenti in contanti svolti a vario titolo dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali e dai loro enti, l'articolo 2, comma 4 ter, lett. b), del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito nella legge 14 settembre 2011, n. 148, "Gli eventuali pagamenti per cassa non possono, comunque, superare l'importo di mille euro".
  • F115 - Pubblicata il 18/03/2019 - Quali sono le responsabilità attribuibili al DSGA in caso di ammanco di somme relative al fondo economale?
      In caso di ammanco di somme relative al fondo economale, potrebbe configurarsi in capo al DSGA una responsabilità contabile (i.e., art. 85 del R.D. n. 2440/1923 e art. 194 del R.D. n. 827/1924), da intendersi come quella responsabilità imputabile agli agenti contabili, ovvero a tutti coloro che avendo avuto a vario titolo in consegna denaro, beni o altri valori pubblici, o comunque avendone avuto la disponibilità materiale, non adempiano all’obbligo di sana gestione delle somme. Per l’effetto di tale forma di responsabilità, al DSGA, in qualità di agente contabile, potrebbero essere imputabili l’eventuale mancanza, deterioramento o diminuzione di denaro o cose mobili, nei casi in cui l’ammanco sia dovuto alla negligenza nell’adempimento dei compiti lui assegnati. Il DSGA, in tale ipotesi, dovrà dimostrare che l'ammanco si sia verificato per causa di forza maggiore o per qualsiasi altro fatto determinante la non imputabilità del danno a suo carico (cfr. Corte dei Conti Sez. III App., 18 gennaio 2016, n. 5; Corte Conti reg. Trentino Alto Adige sez. giurisd., 19 febbraio 2009, n. 6). Alla luce di quanto rappresentato, si ritiene che potrebbe sorgere in capo al DSGA una responsabilità di tipo contabile e, ad ogni modo, il DSGA è tenuto ad adottare tutte le cautele necessarie nello svolgimento delle sue funzioni.
  • F114 - Pubblicata il 18/03/2019 - Quali possono essere le modalità di custodia del fondo economale?
      Come previsto dalla FAQ n. 112 pubblicata il 14 gennaio u.s., il fondo economale deve essere costituito mediante strumenti tracciabili, quali, ad esempio, il bonifico bancario o postale e, pertanto, non è oggetto di custodia fisica.  Potrebbero, tuttavia, esservi degli strumenti correlati al predetto fondo (a titolo esemplificativo, assegni, vaglia ovvero carte di credito/di debito) o particolari circostanze nelle quali vi sia la necessità di prelevare denaro contante e custodire le somme (ad esempio, gite scolastiche, visite guidate, ecc.). In tali casi, il DSGA è tenuto a custodire i predetti strumenti ovvero il denaro contante con la necessaria diligenza, a seconda delle peculiarità del caso.
  • F113 - Pubblicata il 18/03/2019 - Qual è la disciplina relativa alla delega da parte del DSGA delle funzioni relative alla gestione del fondo economale?
      Ai sensi dell’art. 21, comma 4, del D.M. n. 129/2018, il DSGA ha la facoltà di delegare ad altri soggetti le proprie funzioni per quanto riguarda la gestione del fondo economale in caso di assenza o di impedimento. Come previsto dalla circolare MIUR n. 74 del 5 gennaio 2019, "In merito ai soggetti incaricati di sostituire il DSGA nella gestione del fondo economale, in caso di assenza o impedimento dello stesso, si precisa che valgono le disposizioni previste nel CCNL del comparto Istruzione e Ricerca".
  • F112 - Pubblicata il 14/01/2019 - Come si applica la normativa in tema di tracciabilità dei flussi finanziari alle spese economali delle Istituzioni Scolastiche?
      L’obbligo di rispettare la normativa relativa alla tracciabilità dei flussi finanziari, ai sensi dell’art. 3, comma 1, della Legge n. 136/2010, richiamata dall’articolo 21, comma 8, del D.I. n. 129/2018 e ribadita nella Circolare MIUR prot. 74 del 5 gennaio 2019, riguarda i movimenti finanziari derivanti da appalti o concessioni di lavori, servizi e forniture, nonché dalla gestione di finanziamenti pubblici.
      A tal proposito, l’articolo 21, comma 8, del D.I. n. 129/2018 richiama la suddetta normativa vigente in materia di tracciabilità ovvero il comma 3 dell’art. 3 della Legge n. 136/2010, che afferma che “[…]Per le spese giornaliere, di importo inferiore o uguale a 1.500 euro, relative agli interventi di cui al comma 1, possono essere utilizzati sistemi diversi dal bonifico bancario o postale, fermi restando il divieto di impiego del contante e l'obbligo di documentazione della spesa. L'eventuale costituzione di un fondo cassa cui attingere per spese giornaliere, salvo l'obbligo di rendicontazione, deve essere effettuata tramite bonifico bancario o postale o altro strumento di pagamento idoneo a consentire la tracciabilità delle operazioni, in favore di uno o più dipendenti.”. In tal senso, si è espressa anche l’ANAC con determinazione n. 4 del 7 luglio 2011, così come da ultimo aggiornata dalla Delibera n. 556 del 31 maggio 2017.
      Tutto ciò premesso,
      • per ciò che concerne la costituzione del fondo economale, tale operazione deve avvenire, nel rispetto del richiamato comma 3 dell’art. 3 della Legge n. 136/2010, mediante bonifico bancario o postale o altro strumento tracciabile (per es. assegno bancario circolare non trasferibile) a favore del DSGA;
      • per quanto riguarda le attività di gestione del fondo stesso, invece, è opportuno distinguere le due seguenti fattispecie:
          o per le spese effettuate inerenti ai contratti pubblici e alle gestione di finanziamenti pubblici, deve essere applicata la normativa in materia di tracciabilità dei flussi finanziari di cui alla Legge n. 136/2010 e, pur potendosi utilizzare sistemi diversi dal bonifico bancario o postale, restano fermi il divieto di impiego del contante e l'obbligo di documentazione della spesa;
          o per tutte le altre spese, non trovano applicazione le disposizioni di cui alla richiamata legge n. 136/2010 ed è, quindi, possibile l’utilizzo del denaro contante, nel rispetto della normativa vigente, fermo restando l’obbligo di documentazione della spesa e il rispetto del regolamento adottato dall’istituzione scolastica, di cui all’art. 21 comma 2 del DI 129/2018.
      Resta in ogni caso inteso che, ai sensi dell’art. 21, comma 3 del D.I. n. 129/2018, è vietato l’uso del fondo economale per le minute spese per acquisti per i quali l’istituzione scolastica ha un contratto d’appalto in corso.
  • F111 - Pubblicata il 22/06/2018 - Le risorse finanziarie erogate per lo svolgimento delle attività di orientamento possono essere impiegate sia per l’orientamento c.d. "in entrata" che per l’orientamento c.d. "in uscita"?
      Si, le risorse finanziarie assegnate alle Istituzioni Scolastiche per lo svolgimento delle attività di cui all'articolo 3 del Decreto Legislativo n. 21 del 14 gennaio 2008, come modificato dall'articolo art. 8, comma 1, lett. c), del D.L. 12 settembre 2013, n. 104, devono intendersi finalizzate allo svolgimento dei " […] percorsi di orientamento (che) si inseriscono strutturalmente negli ultimi due anni della scuola secondaria di secondo grado e nell'ultimo anno di corso della scuola secondaria di primo grado […]". Il comma 1, dell'articolo 8 del D.L. 12 settembre 2013 (Legge di conversione 8 novembre 2013 n. 128), poi, chiarisce che i percorsi di orientamento per gli studenti mirano a "[…] facilitare una scelta consapevole del percorso di studio e di favorire la conoscenza delle opportunità e degli sbocchi occupazionali per gli studenti iscritti all'ultimo anno delle scuole secondarie di primo grado e agli ultimi due anni delle scuole secondarie di secondo grado […]". Ciò posto, il finanziamento erogato in favore delle Istituzioni Scolastiche per l'organizzazione, la programmazione e la realizzazione, da parte delle scuole secondarie di secondo grado, dell'attività di orientamento dei propri alunni è da intendersi destinato, indifferentemente, sia per il c.d. "orientamento in entrata" che per il c.d. "orientamento in uscita".
      (Fonte: Decreto Legislativo 14 gennaio 2008, n. 21, Decreto Legge 12 settembre 2013 n. 104)
  • F110 - Pubblicata il 22/06/2018 - Le risorse erogate dal MIUR per lo svolgimento delle attività di orientamento possono essere reimpiegate anche per lo svolgimento di attività ulteriori?
      No. L'articolo 8, comma 2, del Decreto Legge 12 settembre 2013, n. 104, ha autorizzato, a decorrere dall'anno 2014, la spesa di euro 5 milioni per lo svolgimento delle specifiche attività di organizzazione, programmazione e realizzazione delle attività di orientamento per gli studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado, così come tipizzate a norma dell'articolo 3 del Decreto Legislativo 14 gennaio 2008, n. 21. Ciò posto, le Istituzioni Scolastiche assegnatarie delle somme sopra descritte possono beneficiarne esclusivamente per l'espletamento delle attività propriamente attinenti ai percorsi di orientamento e alle finalità di cui all'articolo 3 del surrichiamato Decreto Legislativo 14 gennaio 2008 n. 21. Tali risorse sono assegnate direttamente alle singole Istituzioni Scolastiche, proporzionalmente al numero totale dei propri studenti che risultino iscritti all'ultimo anno di corso per le scuole secondarie di primo grado e agli ultimi due anni di corso per le scuole secondarie di secondo grado.
      (Fonte: Decreto Legislativo 14 gennaio 2008, n. 21, Decreto Legge 12 settembre 2013 n. 104)
  • F109 - Pubblicata il 22/06/2018 - Il verbale di collaudo dei lavori e l’attestazione di regolare fornitura di beni e servizi sono atti di competenza del Dirigente Scolastico?
      Ai sensi dell'articolo 36 del Decreto Interministeriale n. 44 dell'1° febbraio 2001, la disciplina del collaudo di lavori, forniture e servizi varia a seconda dell'oggetto dell'acquisto e del valore complessivo dello stesso. In via generale, peri i lavori, le forniture e i servizi va redatto un apposito verbale di collaudo finale la cui competenza spetta al soggetto collaudatore, o alla commissione di collaudo, entrambi designati dal DS. In tali ipotesi, pertanto, il dirigente scolastico si limita a nominare "un collaboratore singolo o apposite commissioni interne". Al contrario, nel solo caso in cui il valore complessivo della fornitura sia inferiore ad euro 2000, l'adozione del formale atto di collaudo è sostituita dalla sottoscrizione di un certificato attestante la regolarità della fornitura. La competenza al rilascio di detto certificato spetta al Dirigente Scolastico o, su sua delega, al Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi, ovvero al verificatore all'uopo nominato.Infine, limitatamente alla fornitura di servizi periodi, il certificato di regolare prestazione è redatto dal Direttore dei Servizi Generali e Amministrazione.
      (Fonte. D.I. 44/2001, art. 36)
  • F108 - Pubblicata il 22/06/2018 - La tassa sui rifiuti deve essere pagata direttamente dalle Istituzioni Scolastiche?
      Con riferimento al quesito posto, si evidenzia che il soggetto tenuto al pagamento a favore dei Comuni del corrispettivo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti non è più l’Istituzione Scolastica, ma il MIUR (v. D.L. 31 dicembre 2007, n. 248, art. 33-bis; Accordo sottoscritto nella Conferenza Stato – città ed autonomie locali del 20 marzo 2008, par. 3). In particolare, tale legittimazione passiva rispetto al pagamento dei suddetti tributi opera:
      - dall'annualità 2008 e,
      - con riferimento alla situazione debitoria pregressa, a ritroso "fino all'esercizio 2006 compreso".
      Pertanto, solo per le annualità pregresse, che non rientrano nel periodo di cui sopra, permane la legittimazione passiva delle Istituzioni Scolastiche (in tal senso l'ordinanza della Cass. civ. Sez. V, 29 settembre 2017, n. 22893).
      Fonte: D.L. 31/12/2007, n. 248, art. 33-bis; Accordo sottoscritto nella Conferenza Stato – città ed autonomie locali del 20 marzo 2008, par. 3; Cass. civ. Sez. V, Ord., 29 settembre 2017, n. 22893.
  • F107 - Pubblicata il 22/06/2018 - Il costo degli accertamenti medico-legali (cd visite fiscali) sul personale scolastico ed educativo assente dal servizio per malattia grava in capo alle Istituzioni Scolastiche?
      A decorrere dall'anno 2012, le Istituzioni Scolastiche "[...] non sono tenute a corrispondere alcuna somma per gli accertamenti medico-legali [...]", ai sensi dell'art. 17, comma 5-bis, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98.Le relative spese sostenute per gli accertamenti medico-legali sul personale scolastico ed educativo assente dal servizio per malattia sono rimborsate forfetariamente dal MIUR all'INPS.
      Fonte: D.L. 6/07/2011, n. 98, art. 17, comma 5-bis.
Documenti - News